lunedì 4 Marzo 2024 C0AM+0100

Israele, migliaia in piazza contro il governo Netanyahu

La scorsa notte, a Gerusalemme, migliaia di persone hanno manifestato presso la residenza ufficiale del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu. I manifestanti hanno chiesto le dimissioni del primo ministro, in quanto incriminato per corruzione, frode e abuso di potere. Il processo è attualmente sospeso per la pandemia e riprenderà a febbraio, anche se Netanyahu sta cercando un modo per garantirsi l’immunità. La polizia ha compiuto circa trenta fermi. Negli ultimi mesi, le manifestazioni hanno assunto carattere settimanale. La situazione del Paese è molto delicata: in Israele rischia di cadere il governo.

Il 2 dicembre il Parlamento israeliano – la Knesset – ha approvato in forma preliminare la prima delle mozioni di sfiducia al governo di Benyamin Netanyahu. Hanno votato a favore 61 parlamentari, 54 contro. Per entrare in vigore, la mozione dovrà essere approvata altre tre volte dal Parlamento. A supportare la fine del governo è soprattutto Benny Gantz, leader del partito Blu e Bianco, che attualmente si trova al governo insieme al Likud del primo ministro Benjamin Netanyahu. Il governo di Netanyahu e Gantz si è formato circa sette mesi fa, dopo l’ennesima elezione in cui non era emersa una chiara coalizione di maggioranza. In realtà, Gantz è stato avversario di Netanyahu fin dal suo ingresso in politica, circa due anni fa. A spingerlo a formare una coalizione con Netanyahu è stata la richiesta di quest’ultimo di creare un governo stabile per affrontare la pandemia, e la promessa che nel novembre del 2021 avrebbe lasciato l’incarico di primo ministro allo stesso Gantz. Tuttavia, negli ultimi mesi Netanyahu ha preso decisioni in autonomia, scontrandosi con Gantz su ogni questione importante. Ultimamente, non sono riusciti a trovare un accordo sulla nuova legge di bilancio per il 2021. Se non dovessero riuscirci prima di marzo, la Knesset si scioglierà automaticamente e il presidente Reuven Rivlin dovrà indire nuove elezioni: sarebbe il quarto voto in circa due anni.

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